Comandanti e allenatori


Si dice spesso, in occasione dei mondiali di calcio, che l’Italia sia un paese composto da 60 milioni di allenatori. Tutti che avrebbero schierato la formazione giusta, o sostituito il centrocampista affaticato dagli amplessi con la velina già alla fine del primo tempo. Tutti che “quel goal lo facevo pure io a occhi chiusi”.

In questi giorni, e qui il discorso si fa ben più triste, siamo tutti comandanti di nave da crociera. Non appena i TG hanno dato notizia del tragico incidente della Costa Concordia e, soprattutto, della dinamica che svelerebbe gravissime negligenze, ci siamo tutti trasformati in ufficiali di bordo. Tutti che avremmo fatto la manovra giusta per evitare la scogliera killer, che avremmo dato l’allarme immediatamente e organizzato l’evacuazione in modo ordinato. Nessun morto, nessun ferito.

A ennesima dimostrazione di questo fatto stamattina, mentre prendo il caffè al bar, assisto all’ennesima discussione tra il barista e due avventori, che si rubano le parole di bocca per esprimere tutto il loro disprezzo nei confronti di un comandante che abbandona la nave e i suoi passeggeri al loro tragico destino, e fin qui tutto bene ma, non contenti, si scambiano opinioni sul tema “io sarei stato più a largo, io avrei dato subito l’allarme, le scialuppe non erano sufficienti”.

Mentre finisco il mio caffè mi dico che “PRIMA LE DONNE E I BAMBINI” dovrebbe essere un imperativo costante nella vita di tutti i giorni, mica solo se si è su una nave che affonda, e prima che il discorso vada troppo sul “tecnico” e si inizi a parlare di radar, babordo, poppa e prua, giro i tacchi e vado in ufficio.

Della morte bisogna aver rispetto, e chi ha sbagliato paghi. Cosa non sempre così automatica in Italia.

Già, l’Italia.

Proprio bravi noi italiani a fare gli esperti quando il danno è fatto, noi la sappiamo lunga, a noi non la si fa. Speriamo di imparare presto ad avere tanta capacità di giudizio prima di farlo, il danno. Magari alle prossime elezioni, o magari semplicemente nella vita di tutti i giorni, altrimenti, si salvi chi può.

Annunci

6 commenti

  1. Mi piace il modo in cui, partendo da argomenti particolari, allarghi il punto di vista ad abbracciare considerazioni di carattere generale.
    Questo è il mio passaggio preferito! “Mentre finisco il mio caffè mi dico che “PRIMA LE DONNE E I BAMBINI” dovrebbe essere un imperativo costante nella vita di tutti i giorni, mica solo se si è su una nave che affonda”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...