Trapano per signora


E dire che ne ho viste tante nella vita.

Avendo compiuto quarantatre, dico quarantatre anni, ne avrò viste di cose. “Ne hai mangiate di pastasciutte” dice mia mamma, e ha ragione.

Poi la sera del tuo compleanno, arriva una delle tue migliori amiche e ti regala un trapano. Per la precisione trapano svitatore-avvitatore, uno che se inizia un lavoro poi lo finisce, cosa che non è da tutti. E ti si aprono nuovi orizzonti.

Da mesi ci pensavo, ne avevo visti tanti ma non ero convinta sul modello: c’è tutto un mondo sommerso, un universo a me sconosciuto. Ci sono quelli con due batterie, a tre velocità, quelli con venti punte intercambiabili, quelli da hobbistica, quelli per forare il muro e quelli per forarmi le mani come Gesù Cristo sulla croce. Mi vedo già tra qualche tempo, incauta donzella abbonata al pronto soccorso che giro per la città con le mani bendate stile Padre Pio a pregare per i più sfortunati e guarire gli ammalati.

Mi faranno santa, quindi c’ho la mia bella convenienza.

Che per diventare santa io già sto accumulando i punti, come al supermercato, perché in effetti una delle caratteristiche dei santi io ce l’ho: son single e casta. E per questo motivo le amiche mi regalano i trapani.

Quando vivi da sola e non ci sono maschietti a frequentare la tua casa, ti ingegni e ti organizzi da sola per tutti quei lavoretti che – erroneamente e anacronisticamente –  vengono considerati compito dell’uomo di casa: appendere quadri, dare il colore alle pareti, aggiustare lì, riparare là.

E capita che se racconti che fai da sola c’è ancora chi ti guarda con stupore e incredulità, con quel mezzo sorrisino misto paresi. Spesso sono uomini o facsimili, ma talvolta sono femmine sposate che non si allacciano nemmeno più una scarpa da sole, del tipo la spesa si fa solo assieme il sabato alla Coop perchè sennò torno da mia madre, anzi no ci torni tu che io mi tengo la casa. Forse queste persone dovrebbero fare un passo indietro e pensare che se vivi da sola probabilmente paghi anche il mutuo o l’affitto da sola, onere ben più grave che piantare il chiodo nel muro o montare la libreria Billy con la brugola dell’Ikea. Quindi, perchè stupirsi.

Essere soli è la condizione di base dell’essere umano che nasce come uno e non come coppia, a parte i gemelli che sono un’eccezione biologica, appunto. E’ la nostra condizione naturale, eppure passiamo la vita a cercare la nostra metà per diventare parte di una coppia per poi lamentarci e rimpiangere i tempi in cui eravamo da soli.

Vivere da soli è l’espressione massima della libertà personale perchè è lì, in quella condizione, che sei veramente te stesso, anche un pò bestia: mangi quello che vuoi all’ora che vuoi, mangi sul divano, mangi anche il divano se ti piace e se soffri di un disturbo alimentare. Ti addormenti accoccolata nel lettone nella posizione che vuoi – senza un uomo le posizioni scarseggiano ma sono più comode – quando hai caldo allunghi la mano nella parte fresca del letto e ti rigeneri, e stai in bagno quanto vuoi senza avere un asino che raglia fuori dalla porta.

Se un’amica ti chiama per l’aperitivo all’ultimo momento, prendi la borsa e vai. Se ti chiama un nuovo amico e l’aperitivo lo vuole bere a casa tua a tutti i costi, con un’insistenza a dir poco sospetta, lo puoi invitare. Solo che se l’aperitivo è alcolico, reiterato, e l’amico è fico poi non sei più casta e decade il discorso della santità, ma va bene lo stesso.

Da sola vedi quello che vuoi alla TV, metti il CD e canti insieme a Samuel, a Beyonce, e sculetti come Lady Gaga nel salotto, se ti va.

Da sola, decidi tu. Sei il presidente della Repubblica Democratica di Te Stessa.

E, soprattutto, se devi forare qualcosa o qualcuno estrai il tuo trapano dalla custodia e lo impugni così fiera che ti senti la fidanzata di James Bond, anche se meno figa e col culo più basso.

Certo, non è tutto “rose e fiori”.

Il tuo trapano non ti dice che sei bella, non ti guarda con tenerezza, né ti mette la mano sulla spalla quando sei sopraffatta dai pensieri e non riesci a respirare. Non ti consola quando piangi, non ti abbraccia. Ma a pensarci bene, nemmeno gli uomini che ti promettevano mari e monti, lo facevano. Fino al “sei bella” ci arrivavano tutti, fin lì è facile, ma poi la mano sulla spalla era sempre la tua e chi ti asciugava le lacrime era sempre un’amica, tua sorella, la tua gatta.

E non è per parlare sempre male degli uomini, ma davvero troppi la mano sanno metterla solo sul culo e quando mostri la spalla loro ti presentano due moncherini in fondo alle braccia. Vogliamo un uomo che ci metta una mano sulla spalla e una sul culo, Dio gliene ha date due per questo motivo. Se lo capiscono, quello è amore. E se lo ami, lo accogli nella tua casa rinunciando a un pezzettino di libertà a favore di un altro privilegio, quello di prendere ciò che ti meriti.

Vivere col tuo uomo, è un lavoro, un impegno fondato su compromessi e ostacoli da superare, ma se sa usare le mani su di te, può essere fantastico. Svegliarti con lui a fianco e rincasare insieme la sera, molto bello, pregustare il sesso dopo una bella bevuta insieme, decisamente bello, mettere al mondo un figlio per amore, credo sia bello. La lista potrebbe essere infinita e diversa per ognuna di noi, ma se quando distribuivano le anime gemelle eravamo in bagno con un attacco di colite o avevamo l’Ipod nelle orecchie a distrarci, dobbiamo organizzarci per stare bene da sole. Perchè se la vita ci mette un muro davanti, noi col nostro trapano lo possiamo sempre forare e – attraverso il foro – vedere cosa c’è dall’altra parte.

Perché il trapano, alla fine, non è che la punta dell’iceberg.

Di quell’ iceberg immenso, sommerso ma imponente, che siamo noi.

Che paghiamo il mutuo coi nostri soldi, mangiamo sul divano davanti all TV, e guardiamo il nostro futuro attraverso i nostri buchi sul nostro muro.

 

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16 commenti

  1. Io sono sposata.. ma abbiamo due bagni così mio marito non raglia! 😉
    Ma per fortuna la mano sulla mia spalla sa perfettamente come metterla (oltre che sul mio fondoschiena che viste le dimensioni non è poi tanto difficile mettercela) 🙂

    • Tutti i culi sono belli, quindi non parliamo di dimensioni, quelle lasciamole alle veline di turno e alle soubrettine lobotomizzate. Noi siamo vere. E ho detto tutto. grazie e a presto cara.

  2. Mi riconosco molto in questo tuo post. La libertà è una gran cosa, ma ha il suo prezzo e per il momento mi sta bene pagarlo…ma se ti regalano una motosega è grave? No perchè mi è successo anche questo nella vita…

    • Credo che ogni situazione abbia il suo lato negativo e quello positivo, sia essere single che in coppia, ma di sicuro in entrambi i casi la nostra libertà personale rimane fondamentale per andare avanti…quanto alla motosega…bè non mi è mai capitato di riceverne una ma non pongo limiti alla provvidenza, certo è un regalo che non si può dimenticare ahahha!! un abbraccio

  3. Per il mio 35° compleanno, il mio fidanzato di allora, mi ha regalato un trapano.Mi ero appena trasferita in una nuova casa e compiuto tutti quei lavoretti che piacciono molto agli ometti ma che una donna fa solo x l’arte della sopravvivenza.Lui preso da ammirazione x me, che non chiamo ex, parenti o altro, ogni volta che mi tira un pelo, accompagna il dono con questa frase: Quello che mi piace di più di te é la tua indipendenza!!!! Prima del regalo, cena a lume di candela e ristorante strepitoso.Vicino al trapano un altro piccolo pacchetto…(speravo con tutta me stessa che si trattasse di un bijox e che il primo non fosse il dono vero)…..c’era il kit delle punte del trapano!!!Sono esplosa! Io continuerò sempre ad essere indipendente e a non avere bisogno di un ex, o del fidanzato in carica, che mi facciano da cameriere e maggiordomo; ma dal mio lui del momento ho bisogno di coccole e regali da “Femmina”.Per il trapano ci sono le amiche o la mia carta di credito. Quella sera, quel fidanzato, ha fatto le scale rotolando insieme al regalo + punte da muro e da legno!!!

    • Mi piace questa condivisione tutta femminile di trapani, ragazze siamo una marea! Grazie per il tuo commento, sei molto simpatica e vedo che come me cerchi di prendere il lato positivo delle cose, spero di averti ancora qui nel mio piccolo spazio a parlar male di questo e di quello 😀 ciao!

    • Cara Luna, grazie per il tuo commento. Se ti ho illuminata (ora mi do le arieeeee) e fatta sorridere vuol dire che questo piccolo spazio serve a qualcosa e ne sono molto, molto felice!! Continua a seguirmi, un abbraccio!

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