Spaiata come un calzino in lavatrice


Single (very British), zitella (data l’età), coinquilina di un gatto (da sfigata), nubile (definizione civile), libera e bella (definizione filosofico/politica e pubblicità di uno shampoo).

E questo è solo un assaggio delle definizioni per una ragazza che come me è spaiata come un calzino.

Non so voi, ma io ho sagacemente notato che quando una donna è single è talvolta passibile di un giudizio morale che si percepisce già dal termine con cui viene definita. Tra tutti salverei soltanto “single”, appunto, uguale per uomini e donne che come tale va bene su tutto, fa fine e non impegna.

Le definizioni si sprecano e, ho il sospetto, anche i giudizi a riguardo.

Se un uomo è da solo non ci si fanno le seghe mentali sul perché lo sia, ma quando si parla di una donna ecco che scattano retrodomande, psicointerrogatori, fantaquesiti cui poi devi rispondere.

Quando incontri delle persone per la prima volta o persone che non vedi da tanto tempo e, parlando del più e del meno, salta fuori la domanda sulla tua “situazione sentimentale”, ecco lì che scattano le reazioni più varie.

Naturalmente, la premessa è d’obbligo, per fortuna non accade proprio con tutti: ci sono molte persone, sia uomini che donne, che non insistono tanto col sapere i dettagli della tua vita privata – che potrebbero anche essere delicati – e di solito sono persone come te che mille ne hanno passate oppure sono semplicemente individui dotati di molto cervello, rispettosi e con la mente aperta. Poi ci sono tutti gli altri.

Alcune donne impegnate – che si dividono in varie categorie – sono normalmente le più tritapalle al riguardo non essendo mai soddisfatte della prima risposta che dai “Sono single… vivo da sola” perché escludono a prescindere che una ragazza possa sopravvivere da sola in questa giungla senza che Tarzan la porti a dondolare sulla sua liana. Che poi io non mi sono mai sentita Jane, non ho il fisico e sono anche troppo clownesca per ispirarmi a questo archetipo femminile, io al massimo potrei essere la scimmia Cita, spassosa compagna di mille avventure.

Qui scattano diverse reazioni in base al tipo di donna che hai davanti.

Comincerei con le False Misericordiose. Se per esempio parli con una fidanzata in attesa di promessa di matrimonio o una neosposina (meglio se attempata) o, la mia preferita, la donna incinta, ecco lì che scatta la modalità compassione: normalmente il soggetto ha delle reazioni fisiche prima tra tutte la tendenza a inclinare la testa lateralmente di circa quarantacinque gradi ed emettere un suono tipo “Oooooooh…” fatto con la bocca stretta a culo di gallina a cui di solito segue un bel “vedrai che trovi qualcuno presto anche tu”, mandandomi implicitamente una tonnellata di sfiga addosso neanche fosse Vanna Marchi, che mi condannerà ad una vita di singletudine e, come la mia adorata Bridget Jones, finirò divorata dai cani alsaziani nel mio salotto. Evvai.

La donna incinta, non doma, aggiungerà un ulteriore gesto per farmi sentire inappropriata in quanto mai stata fecondata, e mai impalmata oltre che molto poco desiderata di recente. Lei aggiungerà al gesto del collo obliquo anche una bella scivolata di mani sulla pancia come dire “suca”, oppure “col cazzo che ti cresce anche a te questa”. Perché, giù la maschera, non è che ci sia sempre questa fantasmagorica solidarietà tra le donne, e lo sappiamo. A volte ho come la sensazione che chi – soprattutto in extremis – si è accaparrata questo o quel pezzo di manzo, si senta un po’ la principessa del castello, la detentrice del trofeo Calippo, la sopravvissuta al Titanic. Molte donne sentono che un uomo le ha salvate dalla solitudine, e ti vedono un po’ come la reietta del principato delle banane. In questo io penso che molta colpa la abbiano le fiabe che ci hanno raccontato da piccoline, dove arrivava sempre un bell’uomo a strapparti da questo o quel destino infame e forse ci siamo immedesimate tanto nella parte della principessa che alla fine ci crediamo davvero. Io dico che chi scriveva fiabe era un ignorante misogino o un gay stressatissimo. Eppure la vita ci insegna che se il principe è un tamarro, ti strappa solo le mutande ed è meglio che ti guardi da lui e non dal dragone che sputa fiamme sul castello, ma tant’è…

C’è poi la categoria delle Deprimenti o le Zie Racchie. Quelle che normalmente hanno l’età di tua zia quella ammuffita o la tua ma sono vecchie inside.

Queste alle tue parole “sono single”, ti rispondono con un bel “ah, sei sola” usando un aggettivo che sarebbe neutrale se non fosse usato a mò di pugnale, per implicitamente dare un giudizio negativo sulla tua traballante esistenza sfigata. Normalmente segue un bel “epperò non è che puoi aspettare ancora tanto, che poi rimani…ssssssSOLA!” con un’aria anche un bel po’ saccente, di chi la sa lunga, lanciandoti anche qui un’altra tonnellata di sfiga che sommata alla precedente ti porta prima in classifica alla pari con Giacomo Leopardi. L’immagine che queste tizie hanno di te sei tu che ti trascini per casa in vestaglia e ciabatte, spettinata e con una bottiglia di vodka in mano, ripetendo “sonooo soooola, sonooo sooola”. Si può affermare che se nello stesso giorno incontri promesse spose, donne gravide e le “zie”, fai meglio a cercar ricovero in un convento di suore carmelitane, intanto non ti si filerà più nessuno, marchiata come sei dalla sfiga secolare.

La mia categoria preferita è quella delle Neofemministe con osteoporosi. Trattasi di quelle donne sulla sessantina/settantina che alle tue parole “sono single”, ti rispondono con una cosa che assomiglia a un’incitazione mista complimenti vivissimi. “Fai bene!”, a cui di solito segue “… che sono tutti dei rompipalle, che se tornassi indietro…”. Sono quelle signore con la messa in piega fatta con i bigodini che vedono in te qualcosa che loro non hanno potuto essere per convenzioni sociali, obblighi morali imprescindibili, e che soprattutto ti capiscono, e non chiedono dettagli per decenza e rispetto. Le adoro.

Per finire, spenderei due parole su alcuni tipi di uomini a cui dico “Sono single, vivo da sola”.

I primi, sono gli Psicominchioni, quelli che prendono nota di tutto quello che dico (anche, passami il sale) per dare interpretazioni parapsicologiche del perché sono single. Bypassando il fatto che una potrebbe anche desiderare un uomo di razza e non chiunque, e che quindi per lei possa essere più difficile di quelle che “va bene tutto basta che mi si prenda”, il problema sono sempre e solo io che sono troppo complicata. Premesso che sono complessa (grazie a Dio) e non complicata, lo Psicominchione tende a pensare che sono una testa di cazzo e per questo condannata alla solitudine eterna. Tiè.

I secondi e ultimi sono i Porcovisionari, quelli che pensano che una quarantenne single viva ventiquattro ore al giorno distesa sul talamo a dispensar piacere a tutti quelli che passano. Quelli che ti immaginano in casa vestita in guepiere, frusta in mano e tacchi a spillo a far saltare maschi dal fisico statuario nel cerchio di fuoco che tieni in cucina insieme alle pentole. Per i Porcovisionari tu vuoi stare sola per far sesso con qualunque cosa si muova, e non vuoi relazioni serie e non c’è verso di spiegargli che magari non è proprio così, che magari hai le tue belle ferite e cicatrici e magari quell’omino di qualche tempo fa lo volevi con tutte le tue forze ma qualcosa è andato storto. Tutto inutile, per loro tu sei una sex machine costantemente in modalità ON. Evvabbè.

Detto questo, le mie ragioni sono molto più semplici di quello che uno possa pensare: il mio principe azzurro ha perso l’indirizzo di casa mia. Distratto. Ma come ogni buona principessa che si rispetti io lo aspetto, non mi arrendo, e nel frattempo ci scrivo su.

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8 commenti

  1. ahah ho riso per tutto il post!! quanto è dannatamente vero…e te lo dice una “neo” single…(single da un anno!).
    concordo, il mio principe bianco (dico sempre che a me il principe azzurro sul cavallo bianco fa tristezza, al massimo mi ci vuole un white duke su cavallo azzurro =P) è distratto, tremendamente distratto!! 😀

    • Bene, sono contenta che tu ti sia divertita cara amica… Anche il tuo distratto? Ma allora è un’epidemia!… concordo sull’inversione dei colori principe/cavallo, io me lo aspetto psichedelico e spettinato, il genere che preferisco! un abbraccio e grazie infinite per il tempo che mi dedichi. Ciao!

  2. bello bello bello !
    ogni personaggio che descrivevi prendeva forma nella mia mente 🙂 e mi sembrava di averlo davanti !
    mi piace !!!!!!!!!!!!!!!!

  3. mi spiace ripetermi ma solo per come scrivi (e quindi pensi) in base ai miei calcoli tu dovresti avere una fila davanti alla porta di casa tua che non bastano i numerini. certa che non mi sbaglio.
    grazie perchè con quello che scrivi fai ridere e riflettere allo stesso tempo. mica poco!

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