Le bambine fanno sogni grandi


Esistono momenti molto dolci nella mia vita, fatti di profumo di caffè, carezze e parole.

Il profumo di caffè proviene dalla cucina della mia casa di bambina, le carezze da mia sorella e le parole da mia madre.

Distesa per metà – faccia in giù – sul lettone dei miei, in preda ad un mal di testa feroce, ho a fianco la mia mamma che si riposa dopo pranzo, mentre Giulia mi massaggia un pò la schiena per darmi un pò di sollievo.

Sono tanto stanca, ho male dappertutto, è stata una settimana spossante, ricca però di appuntamenti interessanti e nuove conoscenze che mi hanno portata per un pò fuori  dal mio solito mondo condito con i soliti discorsi. Ho ascoltato buona musica dal vivo e ho chiacchierato con alcune belle persone seduta ad un tavolo del mio locale preferito dei caruggi; ho assistito, a teatro, ad alcune letture della letteratura contemporanea più interessante in circolazione. Mi sono sentita viva, fortunata e grata.

Ho anche fatto dei bei sogni, alcuni mentre dormivo, ma i migliori – come sempre – ad occhi aperti.

“Mi sembrate bambine”, dice mia madre a me e mia sorella ora che siamo tutte e tre nel lettone.

“Magari”, rispondo io, proiettandomi mentalmente indietro, in quel tempo che eravamo proprio una mamma e la sua bambina, lei già provata da un carico pesante di vita guadagnata a suon di lavoro, sforzi che non sarei in grado di fare, e problemi in continuo evolversi, e io piccina come un moscerino a sentirmi protetta anche dalla sua fragilità.

Ora la situazione, come accade per molti di noi, si è come ribaltata, con noi figlie a far per lei ciò che un tempo lei faceva per noi, che si riassume nella due parole più dolci che so pensare in questo momento: prendersi cura.

“Vorrei tanto che foste ancora bambine, così io sarei ancora giovane e potrei fare tante cose”, continua lei. Lei che non può fare quasi più niente da sola, aggredita com’è da un male che decide per lei, ed è diventato padrone della sua vita e anche un pò della nostra. Ma che non è riuscito a trasformare il suo spirito, che continua ai miei occhi ad essere combattivo come solo lo spirito di una donna degna di questo nome sa essere. Magra consolazione, certamente, ma questa è la carta che ci rimane in mano quando ci viene levato tutto il resto, e l’unico modo di andare avanti, a mio parere, è continuare a insistere nel voler essere se stessi, a non perdersi, a prescindere da quello che ci accade.

Ho un loto tatuato sul braccio sinistro, grande e ricco di petali rosa, che rappresenta per me questa purezza non corrotta dal tempo e dagli eventi, così come mi sento io, così come lei è ai miei occhi di donna oramai adulta, che torna bambina solo quando ha il privilegio di poterlo essere ancora, pulita e non inquinata dagli anni trascorsi fino ad oggi. Perchè se è un privilegio potersi sentire liberi abbastanza da poter sognare tutto, anche l’impossibile o l’altamente improbabile, non farsi corrompere dalla vita è una dote. Implica integrità, avere la colonna d’acciaio dentro che ti tiene dritta la schiena, come mi diceva un mio amico psicologo, così la vita sei costretto a guardarla in faccia mentre ti sfida a cambiare, e nel peggiore dei casi ti vuole corrompere, appunto. E c’è una grande differenza tra le due cose: se cambiare è un moto naturale, fisiologico, inevitabile per ogni essere sotto questo cielo, che non implica necessariamente modificare l’essenza, l’io più profondo, ma semmai può significare evoluzione, la corruzione implica sporcizia e fango su ciò che siamo veramente.

Io posso solo cambiare, o almeno credo di avere questa fortuna, che a volte mi si ritorce contro quando la realtà è tanto amara da creare un solco troppo grande tra ciò che sogno e ciò che è, ma che spesso mi scuote e mi fa sentire il sangue nelle vene, caldo e inarrestabile.

Quel sangue vuole arrivare lì, dove voglio arrivare io, ovunque, fin dove potrò spingermi coi miei sogni.

Quando ero piccola sognavo mille cose, come tutte le bambine.

Sognavo di diventare una ballerina di danza classica e il mio corpicino esile sembrava promettente in quel senso, perchè le ballerine sembrava potessero volare come farfalle e avevano gambe bellissime. In altri momenti volevo diventare una hostess, per sfrecciare nei cieli e svegliarmi un giorno qua e il giorno dopo, là. Poi volevo essere una farmacista, cosa che ancora oggi non mi spiego, e anche una cassiera della Standa, perchè mi piaceva troppo il rumore dei tasti delle casse anni settanta e avevo una gran voglia di premerli anche io, schiacciarli finchè non mi ci rimaneva il dito dentro. Sarà per questo che ancora oggi ho grossi problemi con i telefoni touch, non sento quel rumore e mi sembra di aver dita enormi e inconcludenti.

Anche io vorrei tornare bambina, spesso, almeno quanto mia madre lo vorrebbe, perchè penso che ognuno di noi vorrebbe tentare altre strade da quelle percorse. Ho rintracciato nelle sue parole un pò di quella malinconia lì, ma senza drammi, consapevole.

Inevitabilmente – come accade a molti – un grande solco è stato scavato tra ciò che sognavo e ciò che è: mi sono persa tante volte, ho sbagliato, sono caduta, mi sono ripresa, sfidata, messa alla prova, e forse spesso vorrei tornare indietro solo per non tradirmi più, o magari un pò meno, perchè penso che sia impossibile non farlo affatto durante una qualunque esistenza. Gli ostacoli che ci tocca di scavalcare inevitabilmente ci costringono a deviare un pò, o a cambiare del tutto direzione, più o meno consapevolmente, e spesso questo è il primo modo in cui tradiamo noi stessi, ciò che speravamo per noi e che sognavamo da bambini.

Forse bisogna solo accettare questo fatto, e concludere che l’essere umano è anche questo, e che spesso nell’evolversi, nel diventare grande, crea ma anche demolisce, in un continuo alternarsi di sfide vinte, perse, affrontate o abbandonate, ma allo stesso tempo credo che lo spirito non muoia mai davvero, anche quando non sembra e pare che ci sia solo spazio per rassegnazione e fallimento.

Lo spirito di una bambina, poi, sopravvive sempre, e sapete perchè? Perchè le bambine hanno occhi talmente grandi, ma così grandi, da contenere universi dove accadono solo cose impossibili.

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4 commenti

    • …io riesco a scrivere bene solo di cose che conosco veramente, nel bene e nel male… sono contenta che tu che mi conosci di persona mi ritrovi nelle parole scritte, vuol dire che sono riuscita ad esprimere davvero ciò che penso…grazie amica! un bacio

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