Someday


Per domani prevedono una vera tempesta sulla mia città. E’ già stato diramato lo stato d’allerta, sarà un Natale un pò più che piovoso, dicono.

Stamattina, però, c’era una luce quasi rossa che faceva capolino da dietro le nuvole, mentre passeggiavo in zona darsena.

Da mesi faccio quel percorso a piedi tutte le mattine: scendo dal bus o dal treno e, a prescindere del tempo meteorologico e non, faccio una lunga passeggiata col naso all’insù per le strade della mia città.

Genova a certe ore del giorno e se hai il giusto stato d’animo è disarmante per quanto è bella, e il mio camminare è un regalo che mi faccio ogni mattina, come una cosa buona da mangiare, o una carezza ricevuta. Genova è una sposa ed il cielo di stamattina le incorniciava i capelli come un velo. Io quando passeggio a quell’ora del mattino sono quasi sempre di buon umore, e credo che sia per la luce e per la musica che mi fa compagnia e mi distrae dal quotidiano, dai pensieri programmati, dagli orari.

Stamattina per mille ragioni, era tutto un pò diverso per me, ed il cielo era rosso anche lui per le sue mille ragioni. Avevo l’ipod nelle orecchie e benchè fossi come sempre totalmente trasportata dalle note di questo o quel pezzo, ero assolutamente presente nei miei passi, nell’aria sulla faccia e nella luce del primo mattino. Ho pensato alle cose che iniziano, poi finiscono, alle scelte, a tutta quella gente che mi camminava intorno, al mare che avevo davanti a me – anche lui è un dono – al fatto di essere pronta per qualcosa, al dover abbandonare qualcos’altro, al finire, al ricominciare.

Ho pensato ai baci ricevuti, a quelli dati, alle lacrime e alle risate potenti e a tutto ciò che sono stata in questo anno in cui ogni giorno, dopo esser scesa da un autobus, o da un treno, mi sono persa nei miei passi e nei miei pensieri. Ho pensato che è quasi Natale, e che palle il Natale meno male che passa veloce, e che ogni anno è la stessa storia, che mi tocca essere anche più buona.

Someday, dicono gli inglesi. Un giorno o l’altro.

Un giorno o l’altro cambio tutto, quante volte l’ho pensato. E l’ho pensato anche oggi, sotto il cielo rosso per le sue mille ragioni. E ho pensato che se lo dici tante volte, magari quel giorno arriva per davvero.

Ho pensato a te, a te, e anche a te. Poi o forse prima, non lo so, ho pensato tanto a me, al finire e al ricominciare, alla speranza che è l’ultima a morire.

E rileggendo questo pezzo ho pensato che, in fondo in fondo, qui si parla proprio di doni… maledetto Natale hai fregato anche me.

Auguri.

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