Inps, opps, azz!


Stamattina mi sono trasformata in pupazzo di neve davanti alla porta degli uffici INPS.

Esperienza interessante che mi fa sentire giovane, perchè normalmente sono circondata da pensionati o persone comunque più grandi di me che mi chiamano “signorina”. Che io, in effetti, sono tanto signorina soprattutto quando ho i capelli sciolti sulle spalle e i miei occhialini rossi da nerd. Per cui, tra l’effetto ghiacciaia dell’attesa che mi ha stirato le rughe come fosse botulino e l’allegra compagnia “vecchiume”, mi sembra quasi di avere un viso da ragazzina e mi gaso.

Il bello dell’andare per uffici durante le festività, è che sono molto più vuoti del solito.

Incredibilmente, prima delle nove l’impiegata mi ha ricevuta e in meno di un quarto d’ora ha risposto in modo gentile e soddisfacente a tutte le mia domande e mi ha anche augurato un grosso in bocca al lupo. Cosa chiedere di più?

Ma la cosa più divertente è stata la conversazione con una signora (non signorina) che era in attesa insieme al marito per una pratica simile a quella che dovevo fare io: ci siamo messe a chiacchierare delle vicissitudini professionali un pò sfigate di tutti noi presenti e, a un certo punto, dopo avermi fissata per un pò mentre parlavamo, mi ha interrotta dicendomi le posso dire una cosa?

Io non so cosa vuol fare lei, ma lei è di sicuro una creativa, ce l’ha scritto in faccia!

Premetto che in faccia avevo gli occhialini rossi da nerd, il ciuffo ingestibile delle mie giornate migliori, ed ero completamente senza trucco. Tecnicamente, quando mi espongo al mondo con questa disionvoltura del tutto ingiustificata, mi qualifico “cesso cosmico”, anche per dare un senso universale a questo tipo di bellezza che definirei “di nicchia”.

Invece, la signora mi dimostra che mi sono sempre sbagliata.

Ho la faccia da creativa.

Le ho chiesto il perchè, e lei ha aggiunto lei ha qualcosa di diverso, si vede signorina, lontano un miglio.

Aprirei una parentesi sulle persone che mi dicono che ho qualcosa di diverso, aggettivo che va interpretato nei modi più disparati. Io sono un soggetto che per motivi inspiegabili richiama molto spesso questo tipo di attenzioni e mi sono sempre sentita lusingata, ma da quando il mio amico Luca mi ha consegnato questa perla di saggezza: “se un uomo ti dice che sei speciale, non è vero”, (da quel momento non passa giorno che non me lo dica a voce o, in assenza, via sms), sono diventata incredibilmente sospettosa su chiunque si sbrodoli in complimenti ridondanti e non richiesti.

Però alla signora dell’Inps ho deciso che voglio credere.

In effetti scrivo per il blog e ho iniziato un romanzo che spero di portare a termine, ho un bel pò di progetti, voglio fare mille viaggi, mi sto lanciando nel magico mondo della fotografia e sono molto curiosa di conoscere nuove cose e persone.

Sono creativa, si. Lo affermo e lo urlo al mondo perchè adesso ci credo.

Almeno finchè non arriverà l’amico di turno a dirmi “se una signora in coda all’Inps ti dice che sei creativa, non è vero”.

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