citazione Un trascurabile rammarico


Il mio unico rammarico nella vita è di non essere qualcun altro. (Woody Allen)

Non so se come me siete amanti dello stile “alleniano”, di quell’universo costruito su un equilibrio precario fatto di alienazioni varie, autoflagellazioni e autostime di kafkiana memoria che fanno più danni di una grandinata in piena fronte (senza ombrello). Se lo siete, avrete riconosciuto immediatamente lo slancio di orgoglio tipico di molti dei suoi personaggi, se non lo siete avrete comunque riconosciuto una affermazione del sé seconda a pochi.
Sorvolando sui discorsi seri al riguardo che da sempre costruiscono ville al mare agli psicanalisti, ho voluto condividere con voi questa breve citazione perché credo che capiti ad ognuno di noi di attraversare un momento in cui l’insoddisfazione è tale per cui si vorrebbe essere nato “altro”, che è ben diverso al voler assomigliare o all’emulare una persona che ammiriamo (o invidiamo). E poi perché in quell’aggettivo, “unico”, c’è tutta la genialità di Allen. Voler essere qualcun altro implica proprio un rifiuto di noi stessi tout court, una negazione globale della nostra essenza, di ciò che siamo sempre stati, a favore del desiderio un po’ parassita di alienare corpo e mente di un altro essere che, per qualche motivo, consideriamo migliore di noi. Un po’ come nei film di fantascienza dove si racconta l’ennesima invasione degli ultracorpi, come se diventare umani e vivere sul pianeta Terra fosse il massimo della vita per un qualunque essere proveniente dallo spazio. Su questo avrei molto da ridire, non so voi, perché non credo che questo mondo acefalo e violento sia di una qualche attrattiva per chicchessia.

Detto questo, io ammetto di rammaricarmi talvolta di non esser nata “altro” (e sorvolo sui motivi seri), e quando mi succede spazio tra personaggi del tutto diversi partendo da Madonna il cui cuore ribelle e la faccia da culo un po’ mi fanno invidia (no i miliardi, no), fino a una qualsiasi eterea ballerina di danza classica (io che considero uno sport estremo parlare al cellulare mentre cammino) passando attraverso Frida Kahlo (si, valgono anche i defunti), Napoleone (e i maschi, anche se si è femmina) e, molto più spesso, un qualunque scrittore che leggo e abbia una visione del mondo del tutto personale e magari un bel po’ rivoluzionaria.

E voi, voi lo avete a volte il rammarico di non essere qualcun altro? E se si, chi vorreste essere?

La “Zollettina” è: va bene provare questo trascurabile rammarico se è questione di un momento, perché siamo umani e siamo fragili. Ma ricordiamoci sempre che un bel gioco dura poco, come diceva quello, e che noi siamo esseri meravigliosi.

Lo Yogurtino è: chissà in quanti ci criticano solo perché vorrebbero essere noi.

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2 commenti

  1. Oh, sì! Succede che si voglia essere qualcun altro e, inspiegabilmente, può capitare il contrario, che qualcuno voglia essere noi. Mah! Io, in ogni caso, vorrei essere un bottone: utile, carino e riutilizzabile.

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